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I'm writing in Italian because I don't feel like translating and I know that I can't convey what I really mean.
That's really a good thing, especially if you're supposed to get a job which involves talking a foreign language and when you're leaving for the UK in two days.
ditemi se questa donna non è un genio: [link]Adesso vi(ti) racconto un po' di cose, perché scrivere la propria vita su un pezzo di carta che tanto non leggerà mai nessuno a volte diventa un po' noioso e si va a finire per ridicolizzare sé stessi.
Questa estate sta trascorrendo in modo molto diverso da quello che mi aspettavo, tanto per cambiare (è stato così anche l'anno scorso, ma i miei "progetti" -se così si possono chiamare- non erano andati in pezzi in questo modo). Faccio poche foto, passo molto tempo a contatto con altre persone, che mi piaccia(-no) o no. A dire il vero la maggior parte delle persone che vedo mi è insopportabile, ma mi fa bene anche questo. Ho capito finalmente cosa voglio da me ma soprattutto cosa voglio dagli altri, e glie(te)lo dirò se questa grande rivelazione non sembrerà del tutto assurda e priva di importanza, come tutte le altre, quando mi ritroverò a guardarlo(ti) negli occhi senza più niente da dire (come se ogni notte non facessi discorsi a me stessa desiderando di poterli fare a lui(te)).
Ho cominciato a studiare per la patente della moto, mio padre mi ha comprato una moto e io non me ne sono ancora resa conto. Finora ho fatto almeno venti volte lo stesso tragitto, ma non pensate che sia molto. Mia madre ha paura così l'ho usato una decina di minuti per le stradine vicino a casa mia. Eh sì, è molto utile per prepararsi all'esame di guida su strada incrociare 1 pedone e 4 ciclisti (sì, tutte queste persone in dieci minuti). Il fatto è che non è molto semplice per una che va solo ed esclusivamente in bici da quando ha le gambe abbastanza lunghe per farlo, montare su quella moto e farla stare in equilibrio senza spezzarsi un piede.
E no! non ho quasi più letto niente a parte il libro di scuola guida (stavo
quasi per omettere il
quasi, ma a quanto pare non è servito), ma ieri, ricordando (dopo almeno due anni che non ci vado più regolarmente) gli orari dell'immensa biblioteca di Sarcedo, passo a farmi un giro, per vedere se c'è quel famoso libro di Roth che quest'anno ho sentito nominare più di una volta. Non c'è. Ma trovo la cara bibliotecaria che non si è dimenticata di me (anche se ho tradito la biblioteca con la libreria), perché dalla prima volta che mi ha vista ha detto che assomiglio tanto a sua figlia. E me la presenta. Ed effettivamente mi assomiglia. Le chiedo di qualche libro e sembra che non ci sia niente di quello che cerco, così vado a fare un giro. Non trovo "Confessione di un assassino", trovo "giobbe" e lo prendo anche se non è quello che cercavo. Passo davanti alla sezione letteratura, e mi ritrovo come ai vecchi tempi, ai tempi delle medie e anche delle elementari, quando prendevo tutti i libri che mi attraevano e li mettevo uno sopra l'altro, cercando invano di non superare il limite dei 5 al mese (non ci sono mai riuscita, e mi è sempre stato concesso di portarne a casa molti di più alla volta). Alla fine prendo 10 libri. Ma è normale commuoversi girando per la biblioteca? Tutti quei libri. Avrei voluto chiudermi lì dentro finché non li avessi letti tutti. Prendo anche un libro della De Mari, che nonostante non mi attragga più il genere Fantasy, mi ha incuriosito.
Stanotte non riesco a dormire. Ma proprio non ci riesco. Forse è il caldo. Allora mi metto a guardare dalla finestra (e a osservare i gatti che litigano e quasi si ammazzano l'uno con l'altro). Torno a dormire (si fa per dire) e nonostante la rinfrescata ancora non ci riesco. Allora mi torna in mente Giulio, che alla fine degli esami orali parlando delle nostre fissazioni matematiche mi racconta che se non riesce a dormire si mette a calcolare le radici dei numeri. Allora mi metto a calcolare la radice di 2. Intanto è compresa tra 1 e 2. Allora faccio 1,1 alla seconda, 1,2, e poi avanti fino a 1,414 quando non riesco più a calcolare a mente e tiro fuori la calcolatrice. Avanti così fino alle 4 di mattina. Torno a concentrarmi sul tentativo di addormentarmi. Alle 5 sono stufa. Anzi, sono troppo sveglia per dormire. Allora vado a prendere i libri e mi metto a leggere le Cento Quartine della Valduga. Finito quello leggo anche il Requiem (6 ore più tardi verrò rimproverata dall'istruttore di guida, Andrea, che mi dirà che invece di leggere "quella poetessa" avrei potuto mettermi a studiare, così magari poi avrei saputo che non si circola con le cuffie alle orecchie neanche in bici, e se passa un'ambulanza e non la sento magari faccio un incidente, e magari le buco una ruota, e devo pagare i danni civili) . Mi metto ad ascoltare i rumori che vengono da fuori, tutto che si risveglia, io che devo ancora addormentarmi. Possono anche essere carine queste nottate passate a pensare e a calcolare e a leggere, ma solo se sai che qualche ora dopo non devi alzarti, prendere la bici, andare a scuola guida, uscirci, andare fino a Thiene sempre in bici a prendere il regalo alla ragazzine inglesi, e tornare a casa sotto il sole.
A proposito! Dopodomani parto per l'Ighilterra. Non so esattamente se ne ho voglia. Non ho ancora preparato niente. Però ci andrò e so che mi piacerà. Quest'estate mi sta facendo vivere delle cose così spiazzanti e strane ed entusiasmanti che non voglio tirarmi indietro. E al 24 agosto non manca poi così tanto; magari ci arriverò un po' cresciuta, magari molto più infantile di prima. I miei se ne andranno al mare in quei giorni, io, a tutti i costi, starò a casa. E ogni mattina mi piazzerò su quella benedetta panchina per vederti arrivare e scappare via.
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